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Archive for the ‘Comunicare 2.0’ Category

Linkedin – Domanda e Offerta entrano nel Merito

14 dic

Natale si avvicina e vi faccio un regalo, spero gradito.

LinkedinParliamo di Linkedin! Pochi lo sanno e quei pochi non lo dicono (se lo tengono per loro brutte bestie ;-) ) ma è uno strumento potentissimo, per professionisti ma anche e, aggiungerei soprattutto, per le aziende.

Per un portale in lingua straniera (Inglese, tedesco, francese e spagnolo) avere 6 milioni di utenti italiani iscritti non può passare inosservato. Wikipedia dice che globalmente gli iscritti crescono di oltre 100,000 nuovi utenti a settimana quindi i 30 milioni globali menzionati sono stati superati da un pezzo.

Come spesso accade lo strumento è nato per uno scopo specifico ma si sta evolvendo nel tempo in un autentica “macchina da guerra” per il networked business.

All’inizio l’idea era favorire la creazione di network professionali, supportare la fase di selezione del personale alle aziende (con disponibilità di dati e informazioni precedentemente inaccessibili) e dare visibilità a professionisti che si proponevano sul mercato (non solo curriculum ma anche una prova della loro professionalità, certificata e validata dal proprio network).

Già questa era una grande idea ma quando migliaia di utenti hanno modo di ragionarci e perfezionare uno strumento come questo… ecco che nasce la macchina da guerra!!

Immagine linkedin geomalfieriOggi chi legge il mio profilo Linkedin ha informazioni utilissime su quello che faccio, anche giornalmente. Non vale più quello che dico ad un colloquio (spesso inventandosi lavori e responsabilità fittizie come farebbe Salgari) ma quello che faccio o so fare veramente. Informazioni sono accessibili prima ancora di chiamare qualcuno per un colloquio; la selezione parte quindi molto prima. La verità ha trovato la sua casa, tanto quanto il merito. Immagino sarà sempre più difficile nel tempo assumere il cognato o l’amico delle medie preferendoli impunemente ed ingiustificatamente a quelli oggettivamente più meritevoli. Come scrivevo in un vecchio articolo la valutazione nel merito è sempre soggettiva ma è ora nelle mani di molti piuttosto che di pochi. E tanta soggettività crea un oggettività!

Linkedin blogs e PollsDate un occhiata alla sezione Jobs: Aziende ora usano esclusivamente questi strumenti per cercare i propri candidati. Perchè? Perchè quello che dico che ho fatto è verificabile, grazie al network ed a quello che le persone con cui ho lavorato dicono di me. Sai l’inglese? Scrivilo! Scrivi Blogs? Mostrami! Intergisci con un network internazionale? Fammi vedere in che modo! E a te utente, Linkedin è così spettacolare che ti dice anche chi sta guardando il tuo profilo!

Company profile su linkedinGuardate come sta funzionando bene l’area “Companies“. Quasi una versione potenziata delle pagine gialle per le aziende. Anche loro saranno qui sotto scrutinio e non potranno più nascondersi.

Guardate alla sezione “Answer” di Linkedin. Domande e risposte, conversazioni in cui le persone comunicano, si scambiano opinioni e conoscenza, e nel farlo mostrano le proprie competenze. Da queste conversazioni nascono “business leads”, relazioni, idee, progetti imprenditoriali in collaborazio. I Salgari raccomandati di turno inizino a preoccuparsi.

Pubblicita in linkedinPer non parlare delle potenzialità di promozione contestualizzata e mirata ad un target specifico, in base al ruolo all’interno della società, al territorio (nazione) e sotto forma di dialoghi propositivi. Vendi server nel Regno Unito? Contatta solo i Tecnici Informatici che si occupano di quello nella zona geografica di tuo interesse.

Linkedin answerQuello è un investimento intelligente, con ottimi ritorni, soprattutto se riesci a sapere prima che queste persone stanno parlando e cercando informazioni sul tuo prodotto. Pensate, è possibile!

C’è molto altro. Avremo modo di parlarne ancora.

Quindi, per le vacanze di Natale il vostro regalo vi aspetta qui . L’avviso per tutti è uno solo: aprite il vostro Profilo in Linkedin e non dimenticate di aggiungermi nel vostro nuovo network professionale.

 
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Comunicare – Siamo Testimoni o Maestri?

04 nov

Giuliana Caroli, splendida docente del GruppoLEN ci ha segnalato questo articolo sul “fare” nella didattica e ha pensato di condividerlo con noi. Visto che un email si perde, lo mettiamo qui:

Autore: Pierangelo Indolfi – 13-11-2006

Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare“: la saggezza popolare ben esprime quel senso di frustrazione che ci pervade nello sperimentare quanto sia difficile realizzare in pratica idee sia pur giuste, sia pur condivise.
Un lampo appare nel cielo e tu aspetti aspetti, ben sapendo che la teoria va alla velocità della luce mentre la pratica va alla velocità del suono, eppure il tuono, con il suo fragore liberatorio, non arriva mai.

“Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione” cantava disincantato Gaber e spesso vedo negli occhi degli studenti lo stesso disincanto di uno che si chiede se quello che gli proponi è poi in fondo “qualche cosa che si mangia”. Qualche cosa che si mangia non inteso nel senso che debba avere necessariamente un risvolto utilitaristico (qualche cosa che dà da mangiare) o possa rientrare nel novero dei beni economici da comprare vendere o barattare, ma nel senso più profondo di qualche cosa che serve alla vita, che mantiene in salute, che dà piacere, che unisce le persone, che fa diventare grandi. Lo sguardo di sfida di quello studente interpella dapprima me, perché a lui importa eccome che quello che gli trasmetto sia stato prima di tutto qualcosa che si mangia per me e qui penso a quel gesto meraviglioso delle mamme che svezzano i bambini premasticando esse stesse il cibo solido e poi introducendo il bolo con le mani nella boccuccia del figlio.
Forse troppo poco abbiamo riflettuto sulle parole di Paolo VI: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o, se ascolta i maestri, lo fa perché sono dei testimoni“. Testimoni vuol dire che “ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi” [1Gv 1,1.3], eppure sono passati trent’anni e continuiamo a fare soltanto i maestri…

… Ci si lamenta spesso di una diversa intelligenza delle nuove generazioni, attratte dal tattile e dall’audiovisivo, ma incapaci di sostenere il ragionamento speculativo “puro”, considerato da molti quello sì come la cultura di serie A, quella cosa che viene ritenuta tanto più utile ed eccelsa quanto più non ha alcun legame con la realtà esistenziale delle persone. Dopo ci si meraviglia che in fin dei conti nel sentire comune l’intellettuale venga considerato come un alienato sulla sua torre d’avorio ed anche come un mangiapane a tradimento.

Ben sappiamo dall’esperienza che a nulla valgono i sermoni motivazionali in cui presentiamo principi astratti, perché, se è avvenuta per noi la crisi delle ideologie, dobbiamo prendere atto ed anzi rallegrarci che le generazioni successive abbiano un’innata avversione per tutto quello che sembra ideologico. Con Ligabue constatiamo che le ricette dall’alto e dall’esterno lasciano il tempo che trovano già in noi e quindi non ha senso approcciare così un adolescente che ben puo risponderti: “<em>Ho messo via un po’ di consigli dicono è più facile li ho messi via perchè a sbagliare sono bravissimo da me</em>”. E qui è che ti devi inserire: <strong>dare la possibilità di sbagliare in un ambiente protetto </strong>quale può essere una scuola intesa come laboratorio della vita, dove gli sbagli non sono mai irreparabili, ma anzi sono un’opportunità per rifasare il tiro e raggiungere per raffinamenti successivi quella sapienza di vita che è poi il fine ultimo della cultura e della conoscenza.

<strong>Quindi, se l’insegnante resta l’uomo del dire, è facile che anneghi tra i flutti di quell’oceano che separa il dire dal fare</strong>. Troppe lezioni frontali, troppo ripetetemi quello che ho spiegato con le stesse parole mie, troppa scienza senza esperimento, troppo cervello senza mano ma anche senza cuore.
<blockquote><strong>Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco</strong>.</blockquote>
Un detto attribuito a Confucio che ribalta la concezione del maestro come trasmettitore del Sapere con la Esse Maiuscola, invitandoci piuttosto a farci co-sperimentatori, compagni di un viaggio in cui si parte dal sensibile per poi interpretarlo alla luce dell’esperienza individuale e collettiva.

Grazie Pierangelo e grazie Giuliana per averlo condiviso.

 
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SEO, SEM, SMO, SMM – Cosa sono?

13 set

comunicareQuasi tutte le aziende hanno ormai un proprio sito Web, se non un portale, e si scervellano a trovare modi di migliorare il proprio posizionamento (“ranking”) nei motori di ricerca. Ecco che negli ultimi anni nuovi strani termini hanno iniziato a girare in rete. Spieghiamo cosa significano:

La prima cosa che queste aziende dovrebbero fare per migliorare la propria posizione in ricerca è “Ottimizzare” il contenuto dei propri siti secondo requisiti più appetibili ai motori di ricerca. Questo processo si chiama S.E.O. (Search Engine Optimization)

OTTIMIZZAZIONE: Molte compagnie offrono servizi di analisi di vostri siti, anche in funzione dei vostri concorrenti e mettono in atto gli accorgimenti necessari per aumentare la “visibilità” in motori di ricerca quali Google (90% del mercato italiano), Yahoo, Bing o altri. In poche parole gli accorgimenti base per un intervento S.E.O. riguardano la definizione delle parole chiave per il quale volete essere cercati (es.assicurazioni, ponteggi, viaggi Cuba) e l’inserimento delle stesse nel contenuto del sito (a livello di codice se necessario). Inoltre si lavora con Meta-tags in descrizioni ottimizzando la struttura tag del sito. Si può inoltre lavorare con le immagini e con altri accorgimenti tecnici per raggiungere lo scopo desiderato.

Una volta risolti problemi “strutturali” il ranking dovrebbe migliorare in tempi brevi. A questo punto siete pronti al prossimo passo: “portare traffico

Questa è la fase di PROMOZIONE del sito, chiamata S.E.M (Search Engine Marketing). Le tecniche sono variegate a seconda delle situazioni, ma in poche parole gli interventi possono interessare l’utilizzo di AdWords di Google (consigliato in Italia) associando il proprio annuncio (creato appositamente) a delle parole chiave selezionate . Pagando, Google ti assicura la presenza tra i “Siti sponsorizzati” in prima pagina (in giallo). Altri interventi utilizzano contextual ads (annunci nel contesto) o Directories specializzate nel settore di interesse, link building, banner pubblicitari. Le opzioni sono molteplici ed è consigliabile di confrontarsi con specialisti per la soluzione migliore qualità/prezzo. Fatevi un idea di budget da spendere e ve li faranno fruttare.

S.E.M. porta traffico e, se siete bravi, clienti ma non significa che il “ranking” del vostro sito stia salendo. Il processo di ottimizzazione e promozione richiede tempo e pazienza (non dimenticando che sarete in un regime di concorrenza, al quale anche nuovi concorrenti partecipano con le proprie risorse e competenze).

I vantaggi di questi interventi sono comunque evidenti:

1) E’ possibile monitorare i risultati (aumento traffico, miglior posizione in ricerca) usando strumenti gratuiti come Google Analytics.

2) E’ possibile con l’ausilio di Landing Page (pagine filtro) a cui indirizzare il traffico, raccogliere informazioni utilissime: quali aree sono più cliccate? quanto tempo un utente si ferma? come si comporta? etc. Sono informazioni utilissime per, all’occorrenza, adeguare le proprie strategie. E’ in questa fase che possiamo operare una “RACCOLTA DATI” dei nostri potenziali clienti attraverso strumenti di registrazione.

Una volta che il nostro sito è ottimizzato e con buoni livelli di traffico inizia la fase di “RELAZIONE“, iniziamo quindi a definire delle strategie di comunicazioni continuative, utilizzando probabilmente strumenti di Social Media (Facebook, YouTube etc) ma non solo. Questo processo si chiama S.M.O. (Social Media Optimization) ed è spesso parte integrante di una campagna S.E.M. L’obiettivo è di aumentare il numero di utenti collegati e tramutarli in un audience fidelizzata sul contenuto, o le promozioni o il fattore emozionale offerti.  In poche parole si lavora per agevolare l’interazione ed il dialogo attraverso Blog e gruppi appositamente creati e collegati su vari Social networks, partecipazioni su Forum e Comunità virtuali. Utilizzare link esterni al proprio sito può agevolare la visibilità.

Arrivati a questo punto iniza il vero viaggio! Hai utenti che ti seguono, nell’ambito della tua area di specializzazione… ora creativamente dei tenerli interessati con vere e proprie azioni di marketing. Questo processo si chiama S.M.M. (Social Media Marketing). Questo processo è molto più complesso e può durare anni.

Ne parleremo in dettaglio nei prossimi articoli.

 

Modalità di Creazione e consumo di notizie online – Part 1

07 set

online-newsPrendendo spunto da un vecchio articolo di David Tewksbury and Jason Rittenberg “Online News creation and consumption – Implication fo Modern democracies” (disponibile qui)

Sono passati anni dalla loro analisi ma sono ancora concetti alquanto pertinenti ed attuali. Proviamo ad analizzare il modo in cui cittadini di Democrazie Moderne utilizzano oggi Internet per accedere ad informazioni. Il loro articolo, da un punto di vista sociologico si concentra su notizie di carattere politico. Ci sono informazioni interessanti che elaboreremo più avanti, quindi pazientate e gustatevelo (spero).

Premessa:

Fondamentalmente online news sono un elemento popolare ed utilizzato da utenti internet. In gran parte i contenuti replicano articoli e fonti già presenti nelle versioni cartacee (che mantengono il controllo). Sembrerebbe infatti che internet, almeno per contenuti di politica,  sia ancora utilizzato come canale alternativo piuttosto che come veicolo unico ed esclusivo per dar voce ad opinioni al di fuori del “mucchio” (come blog per esempio), anche se le cose stanno gradualmente cambiando.

In questi anni internet è stato uno strumento altamente utilizzato da editori di tutto il mondo, ma non come scelta vera, piuttosto come nuova risorsa per affrontare problemi evidenti:

1) il costante declino dei “paper print” tradizionali e l’incremento sostanziale di altre forme di divulgazione news e promozione (Internet ma anche cable tv e talk radio per esempio)

2) il sostanziale declino di introiti pubblicitari nel campo editoriale. Internet rappresentava quindi una soluzione immediata (a basso costo) per recuperare online advertising vitale.

Una scelta forzata quindi, più che una scelta vera e propria.

L’utilizzo di internet si è ben radicato negli ultimi 15 anni, ma sembra aver avuto un sostanziale balzo in avanti il 12 Settembre 2001, a seguito dei ben noti fatti delle torri gemelle. E’ da quel giorno (il più clamoroso incremento del numero di nuovi “first time” utenti collegati) che internet inizia ad esser percepito come uno strumento rapido ed affidabile per accedere a informazioni (tante e variegate).

Percezione di internet:

La grande innovazione di Internet per “news content” è il trasferimento del controllo all’utente.

Per capire “perché e come si leggono notizie in internet” Sundar (1999) e Johnson/Kaye (2002) sono i primi ad analizzare il grado di percezione dello strumento per accedere a notizie, e concludono parlando di “alta credibilità” dello stesso rispetto a media tradizionali (anche se la maggioranza mantiene un approccio scettico definendo il massimo grado di gradimento come “somewhat credible” abbastanza credibile quindi).

I nuovi cardini forti di internet rispetto a media tradizionali sono la rapidità di aggiornamento, frequenza divulgativa oltre che a nuovi strumenti interattivi di partecipazione (raccomandazioni, commenti e discussioni pubblicabili erano impensabili in questi termini in passato).

Internet è quindi veloce e più credibile perché all’apparenza spontaneo e meno controllabile dall’alto.

Questa percezione è comunque suscettibile a due fattori: L’argomento trattato e simpatie politiche dell’utente. Per esempio, per la guerra in Iraq, oppositori considerano internet più credibile di chi era in favore. Ancora, oppositori di Bush sembrano fidarsi più di siti stranieri che americani. Questo dimostra come internet, almeno per argomenti politici, fatichi a distaccarsi dai criteri e profili di gradimento normalmente riscontrabili. Un ulteriore prova di come online non sia veramente una novità, ma semplicemente una estensione (evoluzione) di strumenti tradizionali.

Continua… in Part 2

 

Dati su crisi e pubblicità: regge solo l’advertising su Internet

26 giu

artusiLeggiamo i risultati di un’interessante ricerca di Nielsen.

La ricerca contestualizza la situazione degli investimenti di advertising in Italia sui diversi mezzi di comunicazione. La prima notizia è che Internet è in controtendenza rispetto agli altri mezzi, e vede una crescita degli investimenti del 13,9%, che superano i 321 milioni totali.

La seconda notizia è che questa crescita si inserisce in un contesto di calo generalizzato: l’ Outdoor registra il -2,8%, il Cinema il -16,4% e le Cards il -10,6%. Calano anche TV (-1,2%) e stampa (-7,1%). L’unico mezzo che registra un lieve aumento del 2,3% è la Radio.

L’advertising su Internet, dunque, sembra reggere più degli altri mezzi all’inizio della crisi economica internazionale.

My Blog http://internetmarketingexperience.wordpress.com/

 

Microsoft Bing: parte l’offensiva a Google

16 giu

 

artusiDoveva chiamarsi “Kumo” (nome in codice durante lo sviluppo) ma dal prossimo 3 giugno l’offensiva di Microsoft a Google si chiamerà “Bing”.

“Live Search”, il precedente tentativo, non è bastato a scalfire lo strapotere del più famoso ed utilizzato motore di ricerca. Infatti solo l8,2% dei navigatori americani usa “Live Search” contro il 64,2% che utilizza Google. Occorre dunque correre ai ripari per accaparrarsi una buona fetta di mercato. Ecco allora “Bing”.

A Redmond definiscono “Bing” un motore di ricerca decisionale; da qui lo slogan “Bing & decide”. Infatti per il team di Microsoft all’utente non basta più digitare una stringa di ricerca ed ottenere una lista di risultati; serve un nuovo approccio.

La principale innovazione, secondo Microsoft, sarà la classificazione delle informazioni per sotto-rubriche che variano a seconda dell’ambito di ricerca. Ad esempio, se scriviamo il nome di una città ci verrà chiesto se vogliamo ottenere delle fotografie del luogo, una cartina, informazioni sugli hotel, musei, ristoranti e tanto altro. In poche parole lo scopo è quello di fornire agli utenti risultati più “umani” che non una semplice lista di link.

Inoltre “Bing” si discosta dalla scarna e minimalista grafica adottata da Google e proporrà ai suoi utilizzatori una grafica caratterizzata da immagini ad alta definizione che a rotazione cambieranno a seconda degli eventi (come già accade con il logo di Google).

Il motore sarà accessibile dall’indirizzo bing.com, dove al momento è presente solo un video introduttivo.

Non resta che aspettare tanto Google è pronto alla sfida.

My Blog: http://internetmarketingexperience.wordpress.com/

 
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L'arte di comunicare – La favola della zuppa di sasso

18 mag

  

La Zuppa di Sasso

La Zuppa di Sasso

Vision di FunkyRev: La favola della zuppa di sasso

 

In quel tempo….
C’era un Prete Funky giramondo che un giorno arrivò in un paese e avendo fame bussò alla prima porta che vide per chiedere cortesemente qualcosa da mangiare.
Un uomo aprì la porta e vedendo uno straniero gli rispose bruscamente e lo cacciò via. 

Il Prete Funky giramondo bussò allora ad un’altra porta, ma anche questa volta venne allontanato. Ricevette la stessa risposta in tutte le case del paese.

Per niente scoraggiato, andò nella piazza e accese un fuoco, prese una pentola, la riempì d’acqua e vi gettò dentro un grosso sasso. Cominciò quindi a cucinare.

Da lì a poco, incuriositi da questo strano atteggiamento, uno dopo l’altro, gli abitanti del paese si avvicinarono al Prete Funky giramondo.
Ad un certo punto qualcuno gli chiese cosa stesse facendo.

Lo straniero, assaggiando l’acqua, rispose:

Sto preparando una squisita zuppa di sasso, una mia specialità!“.

Un altro curioso, vedendolo assaggiare la zuppa, gli chiese come stava venendo. Il Prete Funky rispose che era molto buona, ma che lo sarebbe stata ancora di più se avesse avuto qualche carota e un po’ di sale. Non fece in tempo a finire la frase che qualcuno gli offrì carote e sale.

Assaggiò di nuovo la zuppa e disse: “Andiamo bene, ma se ci fosse un po’ di carne e qualche patata sarebbe ancora meglio!“.

E così gli fu offerto anche questo. La cosa si ripeté per molti altri ingredienti; qualcuno portò una pentola più grande ed altre spezie prelibate ed insieme prepararono quella zuppa, prima di distribuirne a tutti i presenti.

Cucchiaio dopo cucchiaio, se la mangiarono tutta finchè non rimase dentro alla pentola solo il sasso.
A quel punto la gente che lo osservava disse in coro: “E il sasso?“.

Il Prete Funky giramondo, sorridendo, si mise in tasca il sasso e rispose:
Lo porto con me, perché se incontrerò nuovamente gente così generosa come lo siete stati voi, mi potrà servire ancora!“.

Da quel giorno gli abitanti iniziarono a ritrovarsi in quella piazza regolarmente condividendo ogni cosa…

 
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Social Media è Arte di Comunicare – Racconta la tua Storia Personale

15 mag

“Ritorniamo a quello che sapevamo prima di ogni conoscenza e di ogni coscienza, e nel contempo arriviamo a ciò che tutte le conoscenze e coscienze ci dicono di realizzare e di far fiorire…poi raccontiamo queste storie”

bimba-stupendaLa mia conoscenza? La mia coscienza?
Sono porte che si affacciano nel cortile dell’esperienza…questo vale per un bimbo di tre anni come per adulti ben temprati dalle stagioni della vita. Viviamo esperienze e conosciamo… viviamo esperienze e diventiamo. Ogni esperienza è una storia personale.

Ma l’esperienza è un viaggio splendido per i bambini, un gioco a cui non c’è bisogno di porre limiti ne protezioni. Più complesso il discorso per viaggiatori adulti; per questi ultimi non è affatto un gioco…. alla parola esperienza associano spesso parole come “Rischiare” o “giudizio” o “follia” al concetto più nobile di divenire, saper essere, sperimentare, confrontarsi, comunicare…. Morale: c’è stato un momento nelle nostre vite in cui qualcuno ci ha insegnato a diffidare del “gioco” dell’esperienza e della condivisione, mettendo l’accento sulla parola “pericolo”. A un certo punto “condividere le nostre esperienze” se non con gli amici più fidati, è diventato una follia.

Questo vale per individui ed a maggior ragione per aziende. Quante aziende veramente comunicano il valore delle proprie esperienze? Quante invece considerano come valori da trasmettere e condividere la vulnerabilità dei propri passi, i ragionamenti di fondo che portano alla nascita di un’ idea, le proprie tentennanti  decisioni e rischi ? Non sia mai! E allora tutti, individui ed aziende, a travestirsi da Jeeg Robot d’Acciaio…. invincibili, infallibili, bellissimi e con questa corazza, senza titubanza alcuna pensiamo di poter veramente di essere accettati e venerati. Ma gli infallibili difficilmente crescono e migliorano… proprio perchè non sentono il bisogno di comunicare ma solo di mostrarsi.

E’ la condivisione dell’esperienza che può veramente “umanizzare” un individuo ed una azienda…non è la meta, ma è il viaggio che ispira chi vi ascolta. Dal momento che Social Media crea un audience globale in attesa delle vostre esperienze, voi potete decidere di lasciare il palco vuoto o di prendere il microfono, raccontare la vostra storia e condividerne gli sviluppi. Come detto precedentemente, non potete non comunicare.

Forse oggi è giunto il momento di fare un passo indietro, e ripensarci un pò bambini. Dall’America sta nascendo il concetto di Experiencial info  come il naturale evolversi del Web 2.0. Esperienza:  è una goccia del mare nel quale quotidianamente ci apprestiamo a nuotare e a scoprire… abissi interminabili, vortici paurosi, caverne di tesori, mondi sovrapposti e variopinti. E’ un viaggio che chiede di esser raccontato!

Un esempio: Uno dei blog più seguiti negli States è “Boobs on Ice” dove Susan Reynolds racconta il suo vissuto dal momento in cui, nel Marzo 2008, gli fu diagnosticato un tumore al seno. E’ una storia vera, fatta di tempeste ed onde, con le sue meraviglie, i suoi orrori; ma è dannatamente vera.  Utenti online si appassionano alla storia ed intorno alla storia si legano altre storie personali, iniziative, suggerimenti utili anche in altri ambiti. Infatti quella era l’inizio di una storia che continua. Nel suo ultimo articolo in Aprile 2009 si parla della sua esperienza con Twitter. Inoltre nel suo Blog potete comprare libri, contattare dottori, scambiarvi contatti. Il problema si è esaurito? Forse, ma semplicemente si è creato un dialogo durevole con lettori (ora fidelizzati attraverso un rapporto personale diretto). Migliaia di utenti da tutto il mondo, che hanno seguito Susan mentre  affrontava la sua battaglia, condividevano i suoi passi, oggi proseguono quel dialogo, una comunicazione che vive di vita propria, su altre tematiche ed esperienze da condividere. Susan potrebbe ora vendere portaceneri di carta ed avrebbe un seguito.

Le storie personali fidelizzano molto più che un banner pubblicitario od una carta fedeltà.

Oh tu Azienda!… oh tu Individuo!… oh tu Prete Funky!… Forse c’è un nuovo modo di proporsi, fidelizzare, farsi conoscere… quella di “Raccontate la Vostra Storia Personale”

Nel prossimo articolo vi racconteremo la nostra “Storia Personale”… ovviamente una Storia Funky!

In alto i cuori, sono rivolti al FUNK!

 
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Social Media è arte di Comunicare – La Natura delle relazioni dipende dalla Punteggiatura

14 mag

Dopo aver visto i primi tre Assiomi della Comunicazione:

1) Non si può non comunicare 

2) Esiste una comunicazione verbale ed una non-verbale

3) In ogni comunicazione è presente un aspetto di contenuto ed un aspetto di relazione

Veniamo ora al quarto:

4) La Natura delle relazioni dipende dalla punteggiatura che viene data al fatto comunicazionale.

 In tutte le relazioni ogni comportamento costituisce contemporaneamente stimolo-risposta-rinforzo…sviluppando una sequenza di eventi alternati.

Nasce un desiderio che, comunicato, diviene un incitamento che scatena una reazione, un parere.

Questo parere, questa risposta, provocano a loro volta un rinforzo,ovvero un sostegno, un incremento di forze o mezzi allo stimolo iniziale.

Questa dinamica avviene in continuazione…è la nascita di funky rev!!

Punteggiare in un determinato modo un fatto comunicazionale, fa sì che si instauri un tipo di relazione piuttosto che un altro tra due o più persone…determina “il taglio” della relazione.

Non possiamo definire di per sé la realtà in modo assoluto e oggettivo,possiamo solo esprimere dei “modi di intendere la realtà”, delle idee, che possono essere diverse a seconda degli individui.

FunkyRev apre i canali di comunicazione, accoglie le diversità come grande e necessaria risorsa per crescere,…non dà verità assolute ma “fornisce alle punteggiature” l’ opportunità di essere ascoltate e accolte in un’ ottica di condivisione e di ricchezza.

Basta con le verità assolute, i comportamenti “inquadrati”, i falsi modelli comportamentali!!!

Meritocrazia è dare il giusto valore alle persone, a ciò che si è, cogliere la sostanza senza catalogarla e inserirla nella casella “numero tre”!!

Compito della comunicazione è cercare di capire le diversità per eventualmente raggiungere una punteggiatura che avvicini i comunicanti e soprattutto sia utile in funzione degli obiettivi della comunicazione stessa.

Si apprende per differenze… di fronte alle disparità FunkyRev si “rimbocca le maniche” : C’ è pane per i suoi denti!!!

Cosa c’ è di più bello che uscire dalle proprie “caselline concettuali” ?

Ed ecco che poco per volta le differenze “si allineano” e ci ritroviamo pronti ad affrontare le prossime sfide, i prossimi punti di vista convinti ma soprattutto consapevoli di essere “saliti di livello” grazie alla condivisione.

Ti ritrovi cresciuto e più “pieno”,ti accorgi che il tuo modo di percepire la realtà, il tuo modo di affrontare gli eventi, di metterti in discussione è il risultato di un’ interazione; partito con un ritaglio di stoffa indossi ora milioni di pezze variegate stupendamente cucite con il tuo “filo di identità”…il tuo abito è fatto su misura e continuerà ad evolvere e a trasformarsi integrando i pezzi che saprai riconoscere durante il cammino.

 
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Social Media è Arte di Comunicare – Un aspetto di contenuto ed uno di Relazione

13 mag

Dopo aver visto i primi due Assiomi della Comunicazione:

1) Non si può non comunicare 

2) Esiste una comunicazione verbale ed una non-verbale

Veniamo al Terzo!

 

3) In ogni comunicazione è presente un aspetto di contenuto

ed un aspetto di relazione

IL CHE COSA e…IL COME!

Sarà capitato a tutti…sei al centro commerciale…giornata densa d impegni, mille cose da fare, centomila pensieri che ti frullano in testa, dribbli di corsa la fiumana di gente che passeggia divertita con i carrelli della spesa, serena e noncurante (e questo riesce a farti innervosire ancora di più…!)

…quando, di colpo, senti una mano che ti afferra il braccio, una voce entusiasta che quasi grida il tuo nome, due braccia al collo che ti stringono in un abbraccio LUNGHISSIMO : “Ma ciao!!! No, non ci credo, se proprio tu!!!ti ricordi di me?”  AAAARRRRGHHHHHHH!!! Ghiaccio totale, il tempo si ferma, o meglio, inizia a viaggiare in retromarcia all’ ennesima potenza…   pensi :“chi cavolo sei?!!! dunque…lavoro…no, sport…no,…. scuola? Si, forse si, o no…AIUTOOOO!” E intanto lei ti guarda felice con aria sicura e si aspetta che tu… che tu…le dica…: “si!!! (cavoli, ho detto si!ora devo saltarci fuori!!!) ...e…come stai?” (ed in quella domanda riponi le drammatiche speranze che ti venga dato uno, un solo appiglio per capire…e intanto sogni di essere da un’altra parte…!!!!) …bene…eccolo qui il “cosa” e il “come”!!! te ne vai con la “pseudo sicurezza” di essere riuscito a cavartela… ma…siamo sicuri?

Il tuo “si” probabilmente sarà uscito da una faccia completamente inebetita e spaesata…il messaggio, con ogni probabilità, sarà stato recepito MOLTO CHIARAMENTE!! Bè…poco male…minimo la ritrovo tra altri vent’ anni…e una cosa è certa:

La prossima volta mi ricorderò di lei (se non altro per la terribile figura che ho fatto!) Al di là di esempi semplicistici…è tutto comunque qui:

Nel momento in cui si comunica si trasferisce da un lato “quello che si vuole dire” ma contemporaneamente si manifesta il proprio modo di “mettersi in relazione” con gli altri. 

L’ aspetto di relazione, quindi, dà significato a quello di contenuto (notizia), essendo ad un livello diverso: viene pertanto definito metacomunicazione, ovvero comunicazione sulla comunicazione.

E’ diverso dire a qualcuno : “mi porti quel bicchiere?” oppure “portami quel bicchiere….!?” 

E’ importante però riuscire ad “entrare e uscire” dalla “lettura a senso unico” di questo aspetto… soprattutto nei gruppi di lavoro, dove intervengono più persone e quindi più aspetti relazionali, più “letture”. 

Già…difficile riuscire a  vivere serenamente in un gruppo di lavoro…vero?

 No, non credo…un gruppo è tale quando viene ad instaurarsi una rete di comunicazione tra le persone, non solo, perché un gruppo possa essere efficace bastano pochi accorgimenti (mi sembra di dare la ricetta casalinga per nascondere le rughe!:)  

Fattori organizzativi, ovvero la chiarezza degli obiettivi e dei vincoli, la definizione dei ruoli, la coerenza del “sistema premiante”;

 Fattori di gruppo, ovvero le norme di “funzionamento”, la coesione, l’ accettazione degli obiettivi; 

Fattori di prestazione: la leadership, le competenze, le capacità, l’ impegno, l’ energia… poche e semplici cose da NON DARE MAI PER SCONTATE e da ESPLICITARE COMUNICANDO CHIARAMENTE… 

Social Media non trasige dai medesimi principi. Creare una comunity virtuale sottostà alle medesime regole sopra citate. Lo stesso dicasi per una Azienda che intende misurarsi con una comunità di utenti virtuali.

“Tecnologia ed  efficienza… ecco sbocciare i risultati, la soddisfazione e soprattutto…ecco arrivare la consapevolezza di aver sviluppato una “certa capacità di collaborazione”…appagante, no?!! 

Ascolto e verità… Parole sante!