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Linkedin – Domanda e Offerta entrano nel Merito

14 dic

Natale si avvicina e vi faccio un regalo, spero gradito.

LinkedinParliamo di Linkedin! Pochi lo sanno e quei pochi non lo dicono (se lo tengono per loro brutte bestie ;-) ) ma è uno strumento potentissimo, per professionisti ma anche e, aggiungerei soprattutto, per le aziende.

Per un portale in lingua straniera (Inglese, tedesco, francese e spagnolo) avere 6 milioni di utenti italiani iscritti non può passare inosservato. Wikipedia dice che globalmente gli iscritti crescono di oltre 100,000 nuovi utenti a settimana quindi i 30 milioni globali menzionati sono stati superati da un pezzo.

Come spesso accade lo strumento è nato per uno scopo specifico ma si sta evolvendo nel tempo in un autentica “macchina da guerra” per il networked business.

All’inizio l’idea era favorire la creazione di network professionali, supportare la fase di selezione del personale alle aziende (con disponibilità di dati e informazioni precedentemente inaccessibili) e dare visibilità a professionisti che si proponevano sul mercato (non solo curriculum ma anche una prova della loro professionalità, certificata e validata dal proprio network).

Già questa era una grande idea ma quando migliaia di utenti hanno modo di ragionarci e perfezionare uno strumento come questo… ecco che nasce la macchina da guerra!!

Immagine linkedin geomalfieriOggi chi legge il mio profilo Linkedin ha informazioni utilissime su quello che faccio, anche giornalmente. Non vale più quello che dico ad un colloquio (spesso inventandosi lavori e responsabilità fittizie come farebbe Salgari) ma quello che faccio o so fare veramente. Informazioni sono accessibili prima ancora di chiamare qualcuno per un colloquio; la selezione parte quindi molto prima. La verità ha trovato la sua casa, tanto quanto il merito. Immagino sarà sempre più difficile nel tempo assumere il cognato o l’amico delle medie preferendoli impunemente ed ingiustificatamente a quelli oggettivamente più meritevoli. Come scrivevo in un vecchio articolo la valutazione nel merito è sempre soggettiva ma è ora nelle mani di molti piuttosto che di pochi. E tanta soggettività crea un oggettività!

Linkedin blogs e PollsDate un occhiata alla sezione Jobs: Aziende ora usano esclusivamente questi strumenti per cercare i propri candidati. Perchè? Perchè quello che dico che ho fatto è verificabile, grazie al network ed a quello che le persone con cui ho lavorato dicono di me. Sai l’inglese? Scrivilo! Scrivi Blogs? Mostrami! Intergisci con un network internazionale? Fammi vedere in che modo! E a te utente, Linkedin è così spettacolare che ti dice anche chi sta guardando il tuo profilo!

Company profile su linkedinGuardate come sta funzionando bene l’area “Companies“. Quasi una versione potenziata delle pagine gialle per le aziende. Anche loro saranno qui sotto scrutinio e non potranno più nascondersi.

Guardate alla sezione “Answer” di Linkedin. Domande e risposte, conversazioni in cui le persone comunicano, si scambiano opinioni e conoscenza, e nel farlo mostrano le proprie competenze. Da queste conversazioni nascono “business leads”, relazioni, idee, progetti imprenditoriali in collaborazio. I Salgari raccomandati di turno inizino a preoccuparsi.

Pubblicita in linkedinPer non parlare delle potenzialità di promozione contestualizzata e mirata ad un target specifico, in base al ruolo all’interno della società, al territorio (nazione) e sotto forma di dialoghi propositivi. Vendi server nel Regno Unito? Contatta solo i Tecnici Informatici che si occupano di quello nella zona geografica di tuo interesse.

Linkedin answerQuello è un investimento intelligente, con ottimi ritorni, soprattutto se riesci a sapere prima che queste persone stanno parlando e cercando informazioni sul tuo prodotto. Pensate, è possibile!

C’è molto altro. Avremo modo di parlarne ancora.

Quindi, per le vacanze di Natale il vostro regalo vi aspetta qui . L’avviso per tutti è uno solo: aprite il vostro Profilo in Linkedin e non dimenticate di aggiungermi nel vostro nuovo network professionale.

 
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Posted in Comunicare 2.0, Condivisione 2.0, New rules of engagement

 

La valutazione del Merito – Un idea Funky!

03 mar

funkyrevlogo-cernieraIn quel tempo… il Geometra si rivolse alla folla funky e chiese:

…. Chi non ha vissuto sulla propria pelle episodi di nepotismo aziendale o paraculi raccomandati che ti passano davanti sul più bello alzi la mano!!!

Troppo facile eh?! Domanda troppo generica e banale, alla fine la risposta non può che essere soggettiva. Questo perchè nella stragrande maggioranza dei casi è semplicemente una questione di “percezione personale” non basata su dati oggettivi. Si parte infatti dalla convinzione (spesso non supportata da fatti) che noi, che siam stati scartati, eravamo meglio dei prescelti. La vanità è in fondo il peccato universale più diffuso al mondo.

Resta il fatto che, vuoi per la poca trasparenza nelle operazioni di selezione, vuoi per la scarsa preparazione di molti di coloro preposti a scegliere, vuoi per altri motivi, il dubbio che ci abbiano infinocchiato ingiustamente, troppo spesso resta.

La sensazione è che la soggettività regni sovrana, ed in queste condizioni è comprensibile che il clientelismo si insinui nel processo di scelta, mancando veri e propri “check & balances” (controlli e contappesi) e non essendo la produzione di risultati concreti un requisito fondamentale (molto più importante esser “automunito”!).

In Inglese c’è una parola importante: To be accountable o accountability! In Italiano non esiste una parola simile, ma il concetto si potrebbe esprimere con un giro di parole vorticoso del tipo “sei responsabile e verrai giudicato in base a ciò che fai, le scelte prese ed i risultati che ottieni, se sbagli ne pagherai le conseguenze“. Le parole italiane “responsabile o responsabilità” sembrano aver perso questa accezione, o sbaglio?

Strano che gli anglosassoni abbiano creato una parola per questo concetto, immediata, sferzante e senza compromessi. Ancora più interessante è il fatto che questa parola sia di uso comune, usata in politica come in relazioni personali per sottolineare il peso (non solo la gloria) di essere “responsabili”.

Quindi come biasimare questi manager e dirigenti che si abbandonano al clientelismo facendo piaceri a destra e manca; sono responsabili ed il ruolo implica “arbitrarietà nella gestione del proprio potere” ma nessuna vera “responsabilità“… Non li possiamo biasimare, non è colpa loro se manca l’Accountability in ciò che fanno. Forse però potremmo agevolarli:

Questo è importante, un prete funky non si ferma alla semplice constatazione o lamentela, lui è proattivo e si sforza di proporre alternative rivoluzionarie.

In fondo anche il clientelismo è una forma di baratto e come tale, se ben strutturato, può dare benefici.

Quello che manca è inserire nel pentolone della selezione dei dati oggettivi, insindacabili sul reale merito di un individuo. La soggettività non è un male diabolico, è cosa buona e giusta. Se come manager sono “accountable” delle mie scelte, la mia indipendenza di scelta e soggettività diventano le armi con cui produco risultati e salvo la scrivania. Un curriculum per quanto ricco non è sufficiente a supportare la scelta in modo oggettivo; per capirci, è troppo vago e non tiene in considerazione dinamiche fondamentali come “capacità di analisi, interazione con colleghi, empatia, flessibilità, creatività, ambizione e proattività“. Un esempio di innovazione in merito? Quando ho fatto il colloquio in Google (is your friend), oltre a test attitudinali e prove durissime su progetti concreti sono stato a colloquio con tutti i membri del team che avrebbero lavorato con il prescelto (12 persone!); ognuno aveva 20 minuti per chiedere ciò che voleva e la loro valutazione finale era fondamentale nella scelta del candidato. Ve lo immaginate? Pazzesco vero? D’altronde Google non è diventato uno dei posti più ambiti ove lavorare per niente. Tanta soggettività crea “oggettività“, in poche parole hanno trovato il modo per integrare alla selezione l’analisi del talento. La vostra ditta come integra la valutazione del talento? Col voto di maturità?

Qui non si tratta di cambiare le cose (almeno non nell’immediato), ma semplicemente di produrre alternative e lasciare all’etica e la serietà degli individui la possibilità di scelta. FunkyRev è un laboratorio, che prende spunti da esempi concreti, mette in pratica le idee migliori e vede l’effetto che fa. Perchè no? Questa è la domanda che ci spinge.

Eccoci quindi a ciò che proponiamo

Perchè non utilizzare la piattaforma www.funkyrev.com per fornire a professionisti affermati e non, universitari, neolaureati, gente che si vuole misurare e mettere alla prova, la possibilità di imparare, confrontarsi, misurarsi ma soprattutto essere valutati “oggettivamente” su progetti concreti?

Un esempio concreto: Nel Wiki e nel Forum inseriremo dei progetti su cui lavorare in collaborazione, ognuno darà il proprio contributo in base alla propria esperienza, cultura, area di appartenenza (non necessariamente la stessa del progetto in questione) ed al termine le persone che hanno collaborato, i committenti ed i semplici spettatori (che nel frattempo imparano qualcosa di nuovo) daranno delle valutazioni (con relative critiche costruttive per migliorare).

Una vetrina di valutazione del merito non agevolerebbe solo professionisti alla ricerca di opportunità e visibilità. Immaginatevi “Headhunters” che vanno a proporre ad un azienda un candidato; non sarebbero agevolati nel poter proporre una valutazione di merito (imparziale) allegata al loro CV? Pensate ad un manager d’azienda che deve giustificare il costo di una nuova “head” e la sua scelta ai propri capi, non ne sarebbe agevolato allo stesso modo? Semplice buon senso!

Social Media ci mette a disposizione innumerevoli strumenti gratuiti e semplici. Stiamo lavorando su algoritmi capaci di valutare l’effettiva partecipazione, efficienza, capacità creativa di un individuo e vorremmo offrire ai nostri manager impomatati anche questo dato oggettivo, dimostrabile ed insindacabile a fianco al nostro curriculum.

Vediamo l’effetto che fa?