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Posts Tagged ‘google’

Caro Babbo Natale voglio le API nuove

11 dic

La letterina con la lista dei regali l’ha già scritta. Latte e biscotti, da lasciare sul tavolo della cucina la vigilia di Natale, sono già stati acquistati. Giusto per far vedere che è un bravo bambino preparerà anche un paio di carote per le renne, pulirà la canna fumaria e metterà un panettone all’interno del camino come nella pubblicità. E’ tutto pronto; resta soltanto da scegliere il giorno per la visita al centro commerciale di Mountain View dove sulle ginocchia del vecchio Babbo Natale, il “piccolo” Google, potrà chiedergli i suoi regali.

Proprio come i bambini che nella loro letterina hanno in lista un nuovo giocattolo perchè il vecchio è rovinato o mezzo scassato, Google nella sua ci ha messo una richiesta per le nuove API. Le vecchie e care API Gears ideate con lo scopo di rendere i siti internet simili ad applicazioni web verranno accantonate per dare sempre più spazio alle logiche basate sul nuovo standard web dell’HTML5.
Anche se Google garantirà ancora il pieno supporto alle API Gears, le applicazioni basate su questa tecnologia (come ad esempio WordPress) si dovranno aggiornare seguendo la strada che l’HTML5 sta tracciando. Con Chrome che tende sempre più a diventar un vero e proprio sistema operativo (Chrome OS) è necessario guardare al futuro basandosi su una tecnologia che, sebbene non sia ancora stata ufficialmente “battezzata” dal W3C, promette uniformità e nuove funzionalità. HTML5 permetterà di fare a meno di molti prodotti legati ai browser e di molti plug-in di terze parti. Molte logiche e funzionalità verranno integrate (plug-in video, streaming, ecc…) e si tenderà sempre più verso la creazione di un nuovo standard. La massima portabilità dei siti web su browser differenti e dispositivi mobili permetterà di avere internet sempre più al centro della vita di ogni singolo individuo.

Ci resta solo da aspettare il 25 dicembre per vedere se il “piccolo” Google sotto l’albero troverà il suo regalo. Ma siamo sicuri che durante l’anno sia stato un bravo bambino?

Articolo disponibile anche su: mambaneronet.com

 
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Baidu, il motore di ricerca cinese sfida Google?

02 dic

Riprendiamo un articolo di InternetMarketingExperience

A leggere alcuni articoli, sembra che Baidu, il motore di ricerca più utilizzato in Cina, faccia sul serio nell’attaccare il monopolio di Google. Ma non ci si rende conto della portata del fenomeno fino a che non si legge qualche statistica, ad esempio su Alexa. Primo sito cinese, visite quasi solo dalla Cina. Divario di traffico con Google ancora notevole, come si evince da questo grafico sui reach negli ultimi mesi.

badu-vs-google-alexa

Ma è interessante notare come la sfida venga lanciata a Google non sui volumi di traffico, quanto sulle capacità tecniche, partendo da un concetto noto, ma scioccante nelle proporzioni: la percentuale non indicizzata della rete è il 99,8. E quindi c’è un margine di miglioramento notevole.

Questa situazione, ammesso che le proporzioni siano reali (ripeto, solo 0,2% del web è raggiungibile dai motori di ricerca, ovvero esiste) è indubbiamente dovuto ai criteri, ancora in gran parte testuali, che guidano i motori di ricerca, e la sempre maggior multimedialità dei contenuti web. Ma è sufficiente?

In altre parole, siamo sicuri chegli utenti interessi tutto quello che sta sotto il pelo dell’acqua e che nasconde la maggiorparte dell’iceberg chiamato web? Non è forse l’esperienza di utilizzo di un motore che ne decreta il successo? Se è così, il numero di risultati è allora soltanto una delle componenti, forse nemmeno la più importante.

 

Google Chrome Frame, perchè Explorer te lo spacco dal di dentro

26 ott

google-chrome-os“Dopo dieci anni di inutile assedio i greci, seguendo un piano ideato da Ulisse, finsero di rinunciare alla conquista della città di Troia e di tornare alle proprie sedi lasciando sulla spiaggia un enorme cavallo di legno per placare gli dei e propiziare il viaggio di ritorno in patria.

All’interno del cavallo, guidati da Ulisse, erano però nascosti i più valorosi guerrieri greci. I troiani, felici per lo scampato pericolo, trascinarono il cavallo all’interno delle mura.
Di notte, mentre i troiani dormivano, i greci uscirono dal cavallo ed aprirono le porte della città ai propri compagni che penetrando la misero a ferro e fuoco”.
Se sostituiamo Ulisse con Google, il cavallo di legno con il Chrome Frame e Troia con IE (Internet Explorer) abbiamo riscritto la leggenda in chiave moderna.

Infatti il Chrome Frame di Mountain View mira a liberare gli utenti, ma soprattutto il web, dalla dipendenza da IE (6 e 7 su tutti). Per farlo la tecnica adottata assomiglia molto a quella del cavallo di Troia di Ulisse, ma ai giorni nostri ha la forma di un plug-in che installato sul browser di casa Microsoft permetterà agli utenti di poter utilizzare i nuovi standard del web moderno.
Così facendo IE diventa solo un involucro all’interno del quale gira il motore rendering webkit e l’avanzato interprete JavaScript V8 carratteristico del browser di Google.

Questo Chrome mascherato da IE permetterà agli utenti di avere la corretta interpretazione dei fogli di stile, il supporto per le canvas e la perfetta integrazione con il formato vettoriale SVG. Inoltre si avrà il pieno supporto all’HTML5, cosa che un browser creato prima dell’ideazione di questo linguaggio non può garantire.
Il rischio è infatti quello di avere un HTML5 di classe A ed uno di classe B come già accade con i CSS che ogni giorno fanno impazzire milioni di web designer che devono pregare non si sa quale “kernel” per ottenere la stessa grafica cross-browser.

Pare quindi che la guerra nei confronti dei browser datati, su tutti l’highlander IE6, stia per arrivare alla sua conclusione.
A dare la spallata definitiva ci si mettono anche gli sviluppatori dei servizi web più utilizzati che a breve, come dichiarato da YouTube, non garantiranno più il loro supporto nello sviluppo della compatibilità.

Troia o per meglio dire Troia 2.0 verrà conquistata nuovamente!

Articolo disponibile anche su: mambaneronet.com

 
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Nuova interfaccia per Google AdWords: ecco cosa cambia!

08 ott

Da inizio settembre Google ha attivato la nuova interfaccia di AdWords, il programma per l’advertising online che permette alle azienda di trovare nuovi clienti attraverso il motore di ricerca.
La nuova interfaccia è il frutto dei suggerimenti raccolti dagli utenti, e da gennaio 2009 era già disponibile in versione di prova, parallelamente a quella precedente.

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Superato il primo periodo “di assestamento”, la nuova interfaccia risulta veramente più comoda e permette una gestione della campagna molto più efficace.
Tra le nuove funzionalità troviamo:

  • Grafici di performance: per verificare rapidamente l’andamento delle campagne, mediante grafici personalizzati con una o due metriche a confronto (in poche parole l’evoluzione dell’istantanea dell’account nell’interfaccia precedente).
  • Elenchi completi a livello di account e campagna: per visualizare contemporaneamente le informazioni relative a tutte le keywords, posizionamenti o annunci presenti nelle campagna o nell’account.
  • Scheda “Reti” : per monitorare e analizare nel dettaglio le prestazioni della campagna sulla rete di contenuti di Google visionando le statistiche per ogni sito;
  • Strumento di download: presente su tutte le tabelle consente di esportare i dati di AdWords in un foglio di lavoro excell (quindi addio al vechio copia-incolla…!!!).
  • Filtri: per visualizzare solo le keyword, gli annunci o altri elementi dell’account in base ai parametri impostati dall’inserzionista (CTR, Cpc, impression, etc…)
  • Visualizzazione dei termini di ricerca: presenta l’elenco di tutti i termini di ricerca che hanno generato click per le parole chiave di una campagna, utile per escludere eventuali parole che possono attirare utenza non in target.
  • Scheda “Opportunità”: che comprende suggerimenti in termini di parole chiave per account/campagna, oltre alla lista dei tradizionali strumenti (”Strumento per le parole chiave”, “Strumento anteprima annunci”, etc..) che nella precedente interfaccia avevano una pagina dedicata.

Per altre informazioni sul sito di Google AdWords si può trovare una rapida panoramica della nuova interfaccia e tante altre informazioni.

Articolo disponibile anche su internetmarketingexperience.it

 
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Meta tag keywords non servi più

07 ott

E’ ufficiale! Google ignora il meta tag keywords. La conferma arriva da Mountain View dove Matt Cutts  dalle pagine dell’Official Google Webmaster Central Blog conferma che “Google does not use the keywords meta tag in web ranking“.

La notizia non sconvolge più di tanto chi mastica SEO, anzi è l’ufficialità di una situazione che gli esperti già da tempo si aspettavano. Infatti la lenta e dolorosa degenerazione che ha portato alla “morte” del meta tag keywords è iniziata una decina di anni fa quando i motori di ricerca iniziarono a valutare le pagine web in base al contenuto e non in base a fattori off-page come link in entrata, link in uscita, ecc…
Rapidamente i più furbi, non solo “webmasterini” alle prime armi ma anche le più esperte web agency, hanno iniziato ad utilizzare impropriamente il meta tag inserendo infinite parole chiave o parole chiave non coerenti con i contenuti del sito. Un misero trucchetto per accaparrarsi qualche visita in più o una posizione migliore all’interno della SERP. Capitava così di ritrovarsi sul sito della più aggressiva pornostar ungherese solo per aver osato cercato “cavallo” all’interno di un motore di ricerca.

Vista l’uscita di scena da parte del meta tag keywords acquistano maggiore importanza gli altri tag che verranno sempre più analizzati da parte di Google. Tra i più importanti ricordo:

  • description: meta tag che contiene una breve descrizione della pagina web visualizzata nella SERP;
  • title: meta tag che si occupa di identificare la pagina web;
  • robots: meta tag che dialoga con gli spider dei motori di ricerca;
  • content-type: meta tag che definisce il contenuto ed il set di caratteri utilizzati nella pagina web;
  • refresh: meta tag che reindirizza gli utenti ad una nuova pagina web utile per evitare gli errori 404 (consiglio però reindirizzamenti 301 lato server più affidabili e di qualità).

Chissà di quanto caleranno ora le visite al sito web della pornostar ungherese ;-)

Articolo disponibile anche su: mambaneronet.cominternetmarketingexperience.it

 
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HTC Magic Vodafone: pubblicità su Google!

26 set

HTC è il telefono cellulare basato su piattaforma Google Android, un sistema operativo “open source” derivato da Linux e integrato con le piattaforme software di Google. L’HTC è stato lanciato sia da TIM che da Vodafone in diverse versioni.
L’utente può avere Google letteralmente a portata di mano: effettuare ricerche, leggere la propria posta con Gmail, consultare la propria agenda personale tramite i calendari condivisi di Google Calendar, trovare indicazioni stradali su Google Maps, chattare con gli amici su Google Talk e infine vedere i filmati su Youtube.
Oggi 25 settembre fino alle ore 17 circa su www.google.it (in home page per intenderci) è apparso un banner pubblicitario dell’HTC Vodafone proprio sotto la barra di ricerca.
Decisamente una pubblicità che salta all’occhio, molto di più rispetto agli annunci sponsorizzati che propone TIM per lo stesso telefono…!

Articolo disponibile anche su InternetMarketingExperience.it

 
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Il sistema operativo Google: Chrome OS

21 lug

google-chrome-osGoogle annuncia Google Chrome Os, il sistema operativo di Google. E’ questa la notizia sulla bocca di molti in questi giorni.

E’ da tempo che si ipotizza l’entrata nel mercato dei sistemi operativi da parte del gigante di Mountain View, ed ora sembra davvero giunto il momento.

Naturalmente il progetto del nuovo Google OS è pienamente coerente con la linea seguita finora da Google:

  • legame con il mondo dell’open source
  • prodotto multipiattaforma (x86 e ARM)
  • rilascio graduale del prodotto (in questo caso, prima per netbook poi per hardware tradizionale)
  • apparente “semplicità” del progetto: Google Chrome funzionerà con un nuovo sistema di gestione delle finestre su un kernel Linux
  • il web sarà la piattaforma di sviluppo per le applicazioni

Il fatto che Google voglia lanciare una sfida a Microsoft è al di fuori di ogni dubbio: “I sistemi operativi attuali che fanno girare i browser sono nati in un’era in cui non c’era il web”, viene spiegato nella presentazione, con un evidente richiamo alla storia dei prodotti Microsoft Windows.

Naturalmente è già tempo di opinioni divergenti sull’annuncio del nuovo sistema operativo di Google: c’è chi la considera una semplice creazione di  grande rumore sull’ennesima distro linux per netbook, a chi la ritiene la notizia dell’anno, in grado di rivoluzionare il mercato del software nei prossimi tre anni. Non mancano le opinioni di chi vede in Google il brand giusto per portare finalmente Linux al mercato di massa, estendendo il modello del free software anche a questo prodotto.

Il tutto, tra l’altro, nel giorno in cui viene annuciato che Google Gmail non è più in beta….

Naturalmente, è interessante notare il modo in cui è stato lanciato il prodotto, opposto al lancio di Google Chrome: per quanto riguarda il sistema operativo, infatti, Google ha optato per il comunicato in anticipo, al fine di creare un hype importante, sul modello Apple e Firefox. Quando, invece, ha lanciato Chrome, Google ha seguito il modello promozionale della fuga di notizie, stupendo il mondo con la notizia un paio di giorni prima del lancio.

Probabilmente stavolta la notizia del sistema operativo di Google non avrebbe stupito nessuno…

 
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Microsoft Bing: parte l’offensiva a Google

16 giu

 

artusiDoveva chiamarsi “Kumo” (nome in codice durante lo sviluppo) ma dal prossimo 3 giugno l’offensiva di Microsoft a Google si chiamerà “Bing”.

“Live Search”, il precedente tentativo, non è bastato a scalfire lo strapotere del più famoso ed utilizzato motore di ricerca. Infatti solo l8,2% dei navigatori americani usa “Live Search” contro il 64,2% che utilizza Google. Occorre dunque correre ai ripari per accaparrarsi una buona fetta di mercato. Ecco allora “Bing”.

A Redmond definiscono “Bing” un motore di ricerca decisionale; da qui lo slogan “Bing & decide”. Infatti per il team di Microsoft all’utente non basta più digitare una stringa di ricerca ed ottenere una lista di risultati; serve un nuovo approccio.

La principale innovazione, secondo Microsoft, sarà la classificazione delle informazioni per sotto-rubriche che variano a seconda dell’ambito di ricerca. Ad esempio, se scriviamo il nome di una città ci verrà chiesto se vogliamo ottenere delle fotografie del luogo, una cartina, informazioni sugli hotel, musei, ristoranti e tanto altro. In poche parole lo scopo è quello di fornire agli utenti risultati più “umani” che non una semplice lista di link.

Inoltre “Bing” si discosta dalla scarna e minimalista grafica adottata da Google e proporrà ai suoi utilizzatori una grafica caratterizzata da immagini ad alta definizione che a rotazione cambieranno a seconda degli eventi (come già accade con il logo di Google).

Il motore sarà accessibile dall’indirizzo bing.com, dove al momento è presente solo un video introduttivo.

Non resta che aspettare tanto Google è pronto alla sfida.

My Blog: http://internetmarketingexperience.wordpress.com/

 
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Offresi – Mini Corso di “Marketing sui motori di ricerca – tecniche SEM”

16 giu

Per avere successo tra il popolo di internet oggi la parola d’ordine è generare traffico mirato, interessato e qualificato verso il proprio sito. Il Search Engine Marketing permette di incrementare le visite di valore attraverso il posizionamento e la pubblicità sui motori di ricerca.

  Il ruolo del SEM tra gli strumenti di Internet Marketing.

·         Obiettivi e  strumenti per parole chiave.

·         Pianificazione di una campagna SEM.

·         Monitoraggio dei risultati e ottimizzazione della campagna.

Contattatemi pure: alfieri.andrea@gmail.com

Potete servirvi di questi servizi in offerta e inserire nuovi servizi per ripagare la community attraverso servizi richiesti nella Banca Del Tempo Funky

Cosa è Funky Deposit:

Funky Deposit è il servizio di Baratto professionale di FunkyRev.

Il principio della Banca del Tempo offre ad utenti registrati la possibilità di scambiare conoscenze, nozioni, servizi e strumenti gratuitamente mettendo a disposizione (e scambiando) il nostro tempo.

La moneta di scambio è infatti 1 ora di tempo (a prescindere dal livello professionale del servizio) secondo un meccanismo di debiti e crediti verso la Funky Community.

In poche parole: Marco fornisce un 1 ora a Michela… quest’ultima può ripagare fornendo un ora a Marco oppure può fornire un ora ad Andrea (altro utente registrato) e così via.

Tale scambio può avvenire offline (incontrandosi di persona) od utilizzando strumenti web (skype, Wiki, Messenger, Slideshare, googletalk, youtube etc).

Lo scopo è quello di accrescere le ns competenze, ampliare il ns network, e condividere i ns progetti.

Per ulteriori informazioni contattate geomalfieri@gmail.com

 
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Personal branding: ne parla Seth

08 apr

Seth Godin è uno dei blogger più seguiti al mondo. Incisivo e innovativo. Oggi parlava anche lui di Personal Branding al tempo di Google. Una veloce lettura è d’obbligo. :-)

 
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