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Una gita in Facebook Lite: quale impatto per il social media marketing?

29 set

Biscottini della fortuna, animaletti virtuali, inviti, pagine, gruppi… chi non si è mai sentito in difficoltà di fronte alla grande quantità di input, spesso inutili e fastidiosi, che ci fornisce abitualmente Facebook non appena effettuiamo il login?

Diamo il benvenuto a Facebook Lite: una versione con funzionalità ridotte e interfaccia utente semplificata del popolare social network online dallo scorso 10 settembre e rivolta, almeno nelle intenzioni di Facebook, agli utenti nuovi o che non dispongono di connessioni veloci. In realtà, come vedremo, si tratta di una novità che nel medio termine potrebbe ridefinire globalmente il modo in cui il pubblico “consuma” Facebook.

Facebook Lite

Facebook Lite

Inizialmente Facebook Lite è partito in via sperimentale per i soli utenti U.S.A. e India, ma oggi qualsiasi utente Facebook può attivarlo, a patto che si imposti come preferenza la lingua inglese (sono comunque in corso le localizzazioni nelle altre lingue). Per la precisione, un utente italiano deve seguire tre semplici step:

  1. Autenticarsi all’indirizzo http://lite.facebook.com
  2. Andare in Impostazioni > Impostazioni Account > Lingua e selezionare English (UK) o English (US)
  3. Uscire temporaneamente da Facebook, e poi loggarsi di nuovo sempre su http://lite.facebook.com

Ecco un confronto tra le versioni Classic e Lite delle mie pagine Home e Profilo.

Queste le principali differenze a colpo d’occhio:

  • È sparita la colonna a sinistra
  • È sparito il campo per la pubblicazione del messaggio di status
  • È sparita la barra inferiore (chat, notifiche, ecc.)
  • I commenti non mostrano le immagini degli autori
  • Il corpo del testo è più grande
  • Le immagini sono di qualità ridotta (evidente soprattutto nella mia foto grande nella pagina di Profilo)

Oltre a una piacevole sensazione di maggiore “respiro” visivo, un altro beneficio evidente è la maggiore velocità con cui vengono visualizzate le pagine. Il motivo è strettamente tecnico: con un test effettuato tramite YSlow sulla mia home page, si passa dai 541 KB (e oltre 50 richieste HTTP) della versione Classic a soli 155 KB. Aggiungiamo una evidente riduzione nella quantità di dati visualizzati, e quindi di query, e la dieta è servita.

classic_home

lite_home

Ma se queste differenze di natura grafica portano benefici sostanziali in termini di usabilità, ci sono altri “illustri assenti” di natura funzionale:

  • le applicazioni
  • le pagine
  • i gruppi

Tre componenti fondamentali dell’”esperienza Facebook” del tutto scomparsi: non escono tra i risultati del motore di ricerca, non me li porto dietro dalla versione Classic, non vedo a cosa giocano o a quali gruppi si iscrivono i miei amici… niente. Non ho ancora avuto tempo di approfondire a dovere questo aspetto (dovrò farlo giocoforza a breve, per cui se sarà il caso vi aggiornerò), ma sulle prime sembra un autentico terremoto per chi vuole utilizzare Facebook con finalità di marketing, visto che alla fine gli unici strumenti che rimangono, oltre alla comunicazione testuale e multimediale diretta tra profili amici, sono gli annunci pubblicitari e gli eventi. In questo senso, Facebook Lite si avvicina in modo evidente al paradigma tipico di piattaforme di microblogging come Twitter o Tumblr, molto popolari all’estero ma, a differenza di Facebook, ancora poco diffuse in Italia.

A mio parere è interessante notare come, attraverso l’introduzione della versione Lite, Facebook sembri legittimare l’esistenza di fatto di due macro-tipologie di utenti. Da un lato gli utenti “classici”, che spendono molto tempo su Facebook utilizzandolo come piattaforma completa in cui integrare diversi tipi di attività: coltivare la propria “immagine digitale” attraverso fanship, gruppi e test, fare pubbliche relazioni attraverso pagine, commenti e notifiche, divertirsi attraverso i giochi, ecc. Dall’altra parte gli utenti “leggeri”, a cui interessa semplicemente il servizio core di Facebook, (mantenere i contatti coi propri amici attraverso messaggistica, foto e video), e che probabilmente effettuano sessioni di breve durata e quindi non vogliono distrazioni o perdite di tempo.

Negli ultimi due anni Facebook è stato senza dubbio il principale responsabile della diffusione su scala mondiale di tutta una serie di convenzioni culturali e d’uso legate ai social networks online (basti pensare ai concetti di “amici”, “bacheca”, “messaggio di stato”,  ecc.): adesso, come dimostrato anche dal recente redesign di MySpace, sembra che in un contesto di crescente competizione e ibridazione tra i top players mondiali la nuova frontiera sia rappresentata dalla ricerca di un’esperienza d’uso più razionalizzata e focalizzata sugli obiettivi primari di interazione diretta tra le persone. Sarà interessante osservare come andranno a distribuirsi le preferenze degli utenti, e se queste potranno essere messe in relazione in modo significativo con variabili di tipo demografico. Ad esempio sono curioso di scoprire cosa mostreranno di gradire gli utenti più giovani (secondo me non è affatto scontato che siano tutti dei “classici”), oppure di vedere cosa succederà nei paesi in via di sviluppo.

Potete trovare altre analisi di Facebook Lite su TechCrunch, CNet WebWare, Repubblica.it. E se anche a voi piace Facebook Lite, potete anche diventarne fan: in poco più di due settimane siamo oltre ventritremila ;-) .

Articolo disponibile anche su InternetMarketingExperience

 
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